VIAGGIO DI NOZZE – NUOVA ZELANDA E AUSTRALIA

Il nostro viaggio è cominciato con un lungo volo per raggiungere l’altro capo del mondo. Con un po’ di jet-lag abbiamo iniziato la nostra avventura. Prima parte: Nuova Zelanda, isola del sud. Dopo molte ore seduti in aereo, un cambio a Singapore e una corsa all’aeroporto di Auckland per raggiungere i voli nazionali dal terminal dei voli internazionali, siamo saliti sulla nostra macchina a noleggio e siamo arrivati nella cittadina di Motueka, dove finalmente ci siamo sgranchiti le gambe con una passeggiata in paese e sulla spiaggia.

Il giorno successivo è iniziata l’avventura! Prima tappa: Parco Nazionale Abel Tasman. Il parco è un’area naturale protetta alla quale si può accedere solo con la barca. Questo è il posto ideale per chi vuole camminare nella natura e vedere paesaggi spettacolari. I sentieri sono collinari e non sempre facilissimi, e offrono molti suggestivi scorci sul mare passando per la foresta per poi sbucare nelle numerose spiagge dorate! Noi abbiamo scelto un percorso di quasi 12 km che si poteva fare in una giornata, passando per una piscina naturale con uno scivolo fatto di roccia, molto divertente! Ma ci sono altri percorsi per vari livelli e di varie lunghezze. Ci tornerei volentieri qui, e questa volta rimarrei a campeggiare almeno una notte! Questa è stata probabilmente la mia parte preferita della Nuova Zelanda, con la sua curiosa vegetazione, il cinguettio degli uccelli che ti sovrasta, la natura inviolata, spiagge da cartolina e scorci da sogno!

 

In direzione della seconda tappa, scendendo verso sud dal lato ovest dell’isola, ci siamo fermati per la notte nella città di Greymouth, passando per Punakaiki, dove si possono ammirare le Pancake Rocks, scogli dall’interessante forma di pile di pancake. L’indomani siamo partiti alla volta del ghiacciaio Franz Joseph ma, nonostante la tanta curiosità, non ci siamo mai arrivati! Il destino ha voluto che uno dei più violenti uragani degli ultimi anni si abbattesse su questa parte del paese provocando una grossa frana e bloccando per giorni l’unica autostrada che porta al ghiacciaio! D’altra parte, come in ogni avventura che si rispetti, gli inattesi cambi di programma non possono mancare! Insomma, siamo rimasti bloccati dal brutto tempo nella cittadina di Hokitika per la notte assieme a molti altri turisti. L’indomani, aspettando aggiornamenti sulla situazione stradale e meteo, abbiamo visitato il santuario dei kiwi dove abbiamo visto questi famosi volatili simbolo della Nuova Zelanda e abbiamo imparato che sono molto sensibili alla luce e per cui vivono di notte. Poiché la viabilità non sembrava migliorare, per raggiungere in tempo la tappa successiva abbiamo dovuto aggirare i ghiacciai tramite l’Arthur Pass, una deviazione di ben 300 km rispetto all’itinerario prestabilito. Per fortuna i bellissimi paesaggi neozelandesi ci hanno fatto compagnia nel tragitto durato ben 11 ore, che abbiamo spezzato con soste in luoghi singolari come la Cascata del Punchbowl del Diavolo e i laghi Tekapo e Pukaki!

Arrivati nella graziosa Wanaka abbiamo goduto del meritato riposo in un lodge davvero carino. Qui ho fatto la conoscenza di una delle cose più disgustose che abbia mai mangiato in vita mia: la vegemite! Una crema spalmabile salata di estratto di lievito che ingenuamente ho scambiato per cioccolata. A parte questa brutta sorpresa, lo staff del lodge è stato molto gentile e ci ha mostrato alcune possibilità per le escursioni, tra cui un volo in elicottero sopra il Monte Aspiring con atterraggio sul ghiacciaio Isobel. Mentre decidevamo se cogliere questa costosa occasione abbiamo visitato il lago sul quale giace la cittadina, e abbiamo infine deciso che per compensare la mancata visita al ghiacciaio Franz Joseph il giro in elicottero sarebbe stata una buona idea! E lo è stata davvero! Vedere lo spettacolo dall’alto e avvicinarsi così tanto ai ghiacciai è stato proprio magico.

Da Wanaka ci siamo spostati a Te Anau, altra bella località su un lago del medesimo nome, fermandoci durante il tragitto per una camminata di qualche ora sulle montagne rocciose. Il lodge dove abbiamo pernottato era molto particolare, costruito in un vecchio collegio di suore con un grande giardino. La mattina successiva abbiamo guidato fino al fiordo Milford Sound dove la nostra nave ci stava aspettando. A James è piaciuto davvero molto questo posto etereo, io invece ho sofferto troppo il freddo e la pioggia per apprezzarlo a pieno. Devo ammettere però che i paesaggi sono piuttosto unici in questa zona coperta dalla foresta pluviale e dai fiordi così scoscesi che con la nave siamo potuti arrivare a sfiorarli e toccare l’acqua di una delle numerose cascate. Per di più abbiamo incrociato un gruppo di delfini che ci sono passati proprio vicini e che mi hanno fatto per un attimo dimenticare il freddo!

Dopo la crociera ci siamo diretti verso Queenstown, bella e attiva città sul lago Wakatipu, un lago dall’acqua purissima. Tra le varie attività che questo posto offre, compreso il bungy jumping, noi abbiamo scelto qualcosa di meno adrenalinico e abbiamo fatto un giro di 30 km in mountain bike. Del resto, tra aerei, barche, elicottero e macchina, la bicicletta ancora ci mancava! Gli organizzatori ci hanno portato fino ad Arrowtown, cittadina storica nata nel periodo dei ricercatori d’oro. Da lì abbiamo seguito un suggestivo (ma tutt’altro che facile) percorso ciclabile che ci ha riportati a Queenstown, tra daini, conigli, fiumi, salite e discese, e dopo esserci persi un paio di volte!

È quindi giunto il momento di salutare la Nuova Zelanda.

Seconda parte: Australia! Dopo un volo di 3 ore siamo arrivati a Sydney! Sydney per qualche motivo mi ha subito colpita! Mi ha dato l’dea di un posto che offre molto, ma con la serenità delle località di mare! Abbiamo fatto un tour guidato della città che comprendeva un pranzo a buffet con crociera sulla baia. Davvero bello vedere la città da quest’altro punto di vista! Abbiamo visitato l’immancabile Sydney Opera House e gli stupendi Royal Botanic Gardens. Il giorno successivo siamo stati alle Blue Mountains, montagne chiamate così per l’alone di blu che le circonda dovuto agli olii sprigionati dalle piante d’eucaliptus, e abbiamo visitato il Featherdale Wildlife Park, dove abbiamo potuto ammirare canguri, koala e altri animali esotici!

E da qui siamo passati all’ultima parte della nostra vacanza, la parte di vero relax: Lady Elliot Island! Questa piccolissima isola giace sulla barriera corallina nella parte più a sud, ed è un rilassante eco-resort sorprendentemente poco conosciuto, ideale per evitare le meduse e gli uragani che sono tipici in questa stagione nella parte più a nord della costa australiana. Ci si arriva con un aereo da dieci posti, un aereo che di così piccoli non ne avevo mai visti! Il volo è stato piuttosto spettacolare! Abbiamo speso quattro giorni nell’isola e questa è stata la parte che più ho preferito dell’intera luna di miele! Il resort è piuttosto semplice, ma non gli serve nulla di più, con la sua natura incontaminata e protetta (e plastic-free!), i molti uccelli (incredibilmente rumorosi) e i loro escrementi (ma a questi ci si abitua), le tartarughe che vengono a nidificare o che nuotano in mare, le mante, le stelle marine blu e i tanti pesci colorati. Io adoro fare snorkeling, e qui mi sono davvero sbizzarrita a fare foto subacquee con la mia nuova macchina fotografica! Semplicemente fantastico! Tra l’altro su un lato dell’isola l’acqua è molto bassa, e arriva a far emergere i coralli per qualche ora al giorno nei momenti di bassa marea. Qui, grazie alla vicinanza alla superficie e quindi alla buona luce, le foto subacquee sono venute una meraviglia! Per concludere, fortuna ha voluto che in quei giorni fosse di passaggio, come ogni anno, un ricercatore che aiuta le tartarughe in difficoltà a nascere. Essendo la spiaggia fatta di residui di coralli, a volte è difficile per le tartarughine trovare una via d’uscita dai nidi dopo la schiusa. Quest’uomo ha salvato centinaia di tartarughine e l’abbiamo visto in azione per poi aiutarlo a liberarle in mare durante la notte!

Insomma, davvero un sacco di avventure condensate in due intense settimane e immortalate in circa 1700 foto!

Questo itinerario lo consiglio vivamente a chi vuole vacanze attive e immerse nella natura!

 

By |2020-07-23T18:45:00+00:00luglio 23rd, 2020|Diario di Viaggio, Estero|0 Comments

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